Giornalismo investigativo e d’inchiesta: il libro “Il Biondino della Spider Rossa” sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano

Giornalismo investigativo e d’inchiesta: il libro “Il Biondino della Spider Rossa” sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano

E’ in libreria “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, il libro edito da Cacucci (Bari) e scritto da Laura Baccaro e Maurizio Corte.

E’ un libro di Giornalismo d’Inchiesta e Investigativo frutto di una ricerca universitaria durata otto anni.

il libro ricostruisce il caso di Milena Sutter, 13 anni, scomparsa giovedì 6 maggio 1971 a Genova, alle ore 17, all’uscita della Scuola Svizzera, in via Peschiera. Il suo corpo viene ritrovato in mare dopo due settimane, giovedì 20 maggio, sempre alle 17.

Condannato per il sequestro e l’omicidio di Milena Sutter è Lorenzo Bozano, 25 anni nel 1971, un perdigiorno della buona borghesia genovese.

Bozano, che sta scontando l’ergastolo a Porto Azzurro (all’isola d’Elba), ancora oggi si professa innocente.

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media” ricostruisce la vicenda nei dettagli.

Il testo di Maurizio Corte e Laura Baccaro affronta poi i nodi del caso, approfondendo l’aspetto di Medicina Legale sulla morte della vittima.

Vi è uno studio della figura di Lorenzo Bozano, condannato per il delitto. E del ruolo che i media ebbero nel caso.

(news aggiornata al 23.10.2018)

 

 

Razzismo e media: il razzismo dei giornali e gli imprenditori della paura

Razzismo e media: il razzismo dei giornali e gli imprenditori della paura

Torna la parola “clandestino” sulla stampa italiana, a cominciare dal principale quotidiano nazionale, il Corriere della Sera, ci segnala il sito web sulla Carta di Roma.
Gli imprenditori della paura – che si mostrano allarmati per coprire la corruzione su cui prosperano – possono giovarsi, ancora oggi, del razzismo strisciante di un giornalismo in decadenza.

Come scrive Valerio Cataldi: “La paura torna prepotente, condita del linguaggio più becero in ossequio di esigenze che con l’informazione hanno poco a che fare. Clandestino è una delle parole preferite di chi sceglie con determinazione di seminare panico e di inseguire gli slogan della politica piuttosto che fare informazione”.

Quello di certi giornali, prosegue Cataldi, “è un mestiere diverso che non si cura di conservare dignità giornalistica, snobbando la verità, e che mira a offrire una percezione distorta della realtà, si diverte a spuntare all’improvviso da dietro gli angoli per scuotere le nostre viscere e spingerci a scegliere cosa votare”.

Mai come oggi possiamo dire che i giornalisti possono decidere da che parte stare: dalla parte della professionalità, dell’indipendenza, del rispetto della dignità umana e dei diritti.
Oppure dalla parte dei razzisti, della stampa asservita, dell’ignoranza, della violenza verbale e della decadenza economica che porta i giornali a chiudere.
(news del 06.05.2018)

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

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