Podcast: What is podcasting? Episode 1 – with Siobhan McHugh

Podcast: What is podcasting? Episode 1 – with Siobhan McHugh

Podcasting. A beautiful word. It explains something magic. A voice. A tone. A story with people, facts, dreams and so on.

Here  is what Siobhan McHugh teaches about podcasting.

Siobhan is a writer, oral historian, radio documentary and podcast producer and podcast critic.

She teaches at the University of Wollongong (Australia). She was interviewed by Grace Stranger, a graduate in Journalism and Arts at the University of Wollongong.

The interview was published on the online course “The power of Podcasting for Storytelling”.

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Come comunicare in modo efficace. Le basi per fare una buona intervista

Come comunicare in modo efficace. Le basi per fare una buona intervista

Intervistare una persona non è facile.

Hai messo in campo tutto l’impegno possibile. Hai studiato il tuo interlocutore.

Hai cercato di penetrare nella sua mente per comprenderla. I sentimenti che l’altro prova sono importanti, si sa.

Eppure c’è qualcosa che non va. Non si è creato un rapporto di comprensione e accettazione reciproca.

Le tue domande suonano vuote. Non susciti l’interesse nell’altra persona.

E così le sue risposte sono inefficaci, poco interessanti. Cosa puoi mai ricavarne da un dialogo così?

Cos’è andato storto? Per capirlo occorre fare un passo indietro. Andare alla base della comunicazione.

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Mediazione interculturale, comunicazione e gestione dei conflitti | Master universitario

Mediazione interculturale, comunicazione e gestione dei conflitti | Master universitario

Mediazione interculturale, Comunicazione interculturale, Gestione dei conflitti: sono questi le professionalità a cui prepara il Master in “Intercultural Competence and Management – Comunicazione, Gestione dei conflitti e Mediazione interculturale in ambito aziendale, educativo, sociosanitario, giuridico, dei mass media e per l’italiano L2 (I livello – on line)”.

Organizzato dal Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, è un Master universitario con formazione a distanza e tre seminari in presenza.

“L’obiettivo di questa formula”, spiega il direttore del Master in Mediazione interculturale, Comunicazione interculturale e Gestione dei conflitti, Agostino Portera, “è di consentire lo studio anche a chi lavora, ha famiglia o vive lontano dall’Università degli Studi di Verona”.

Sono aperte le iscrizioni all’edizione 2018-2019 di questo corso di alta formazione universitaria.

Il termine per iscriversi a questo corso di alta formazione universitaria è il 7 ottobre 2018.

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Giornalismo interculturale: il razzismo, la semina dell’odio e la rinuncia a essere giornalisti

Giornalismo interculturale: il razzismo, la semina dell’odio e la rinuncia a essere giornalisti

Ne abbiamo fatta di fatica per arrivare a fare i giornalisti. Non è vero? Tranne qualcuno, che non sapeva quale mestiere fare, ci siamo battuti come leoni per ritagliarci lo spazio in un giornale.

Oggi che i giornali tradizionali sembrano al tramonto (ma anche la Tv generalista non promette un futuro eterno…), il giornalismo è più vivo che mai.

Se dovessimo contare tutti quelli che avrebbero voluto fare i giornalisti, saremmo dieci volte tanto. Se poi ci mettiamo quelli che l’hanno sognato, la cifra si gonfia a dismisura.

E’ allora il caso sprecare la nostra fatica per essere al servizio di questo o quel cicisbeo?

Uno dei grandi maestri del giornalismo italiano, Sergio Lepri, ci ricorda che il giornalista ha una funzione di “mediazione” tra le fonti e il lettore. Fra ciò che accade, o che qualcuno racconta essere successo, e il pubblico.

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Razzismo e media, quando il linguaggio diventa una forma di discriminazione

Razzismo e media, quando il linguaggio diventa una forma di discriminazione

L’agenzia d’informazioni Ansa, in una notizia da Brescia dello scorso maggio 2018, evidenzia come l’assassino di un anziano bresciano sia opera di un “figlio adottivo”.

L’assassino, 40 anni, è il figlio della moglie – di origine polacca, sottolinea la notizia di agenzia – dell’anziano ucciso.

Cosa c’entra l’essere “adottivo” e l’essere figlio di una donna polacca con il delitto?
Non c’entra nulla. Lo apprendiamo all’ultima riga della notizia, quando si parla dei precedenti penali per droga dell’assassino.

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