Anche tu, come tutti noi, puoi farti affascinare dai personaggi di serie televisive come “Cold Case”. Oppure “True Detective” e “CSI: Crime Scene Investigation”.

Per non parlare di “Sherlock Holmes”, uno dei più affascinanti investigatori della finzione letteraria.

Vuoi capire come si mettono insieme tutti i pezzi di un puzzle. Ti interessa sapere come si lavora per identificare il colpevole in un vecchio caso (mai risolto) di omicidio.

Questa curiosità tocca sia i professionisti che gli appassionati dei generi thriller. Ed è un buon motivo per avvicinarsi allo studio dei Cold Case, i casi “a pista fredda”.

I Cold Case, espressione di origine anglosassone, sono i casi giudiziari rimasti per anni (o addirittura decenni) insoluti.

Oppure quei casi che presentano nodi non risolti; e molti aspetti ancora da scoprire. Ne è un esempio il sequestro e omicidio di Milena Sutter

Come analizzare un Cold Case: la Criminologia

L’analisi qualitativa dei singoli Cold Case occupa un posto di rilievo nello sviluppo della teoria criminologica. E nello studio scientifico del crimine.

Lo studio del caso singolo “chiuso” consente di analizzarlo su vari punti: individuale, sociale e per gli aspetti investigativi.

La storia di “Jack lo squartatore” (1888, Londra) è a questo proposito significativa. E’ tra l’altro fra i primi esempi di applicazione a un delitto delle tecniche di Criminal Profiling.

Cold Case - i casi a pista fredda al centro del corso di formazione sulla vicenda del Biondino della Spider Rossa

Foto dei protagonisti della serie televisiva “Cold Case”

L’approccio criminologico al delitto

L’analisi di storie di vita, già presenti in una sentenza giudiziaria, fornisce una solida base. E’ utile per identificare il complesso dei contesti e dei processi che possono portare a comportamenti criminali.

Quell’analisi consente di affinare la propria competenza. Ed è utile per cogliere la specializzazione / versatilità criminale, gli aspetti psico-sociologici del delinquente, la recidiva.

L’analisi di una sentenza giudiziaria mostra, inoltre, come la società reagisce al delitto. E come lo fa attraverso la sanzione e l’erogazione della pena.

I singoli casi sono stati soppiantati da sempre più grandi insiemi di dati. Questi hanno sfidato le varie teorie criminologiche per spiegare i comportamenti-reato di migliaia di individui.

Le interviste approfondite sul singolo autore di reato sono state sostituite cone le tecniche di modellazione. Queste tecniche potrebbero controllare, trasformare, imputare e in definitiva prevedere il comportamento umano.

Il risultato finale di questi progressi nei dati e nei metodi è la produzione di una quantità significativa di informazioni.

Si tratta di dati e notizie che possono potenzialmente informare le politiche pubbliche. E indirizzarle su come  prevenire e intervenire sui comportamenti criminali.

Questa iper-produzione non ha portato però maggiori conoscenze su alcuni punti fondamentali per la ricerca criminologica e per le politiche securitarie:

  • Perché si delinque?
  • Perché si sceglie di commettere il male?
  • Cosa passa nella mente di chi uccide? E nella mente di chi sevizia? E nella mente di un pedofilo?
  • Perché anche la pena di morte non è un deterrente?

Queste sono le sfide e le domande che si pongono anche nello studio dei Cold Case: fornire una metodologia d’analisi sulla criminogenesi e sulla criminodinamica rispetto al reato. E rispetto all’autore del reato stesso.

Analizzando i testi, la documentazione del caso originale, i rapporti di polizia, o le interviste (agli autori di reato, alla vittima o ai testimoni) si identifica una “situazione complessa”.

La situazione complessa è quella che ha consentito lo sviluppo di comportamenti criminali.

E’ allora così possibile rispondere alle domande che anche un Cold Case pone:

  • Perché è stato commesso quel reato?
  • Perché quel reato è stato portato a termine in quel momento?
  • Perché è stata scelta proprio quella vittima?

 

Libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”,

Analisi di un Cold Case e Giornalismo investigativo

L’analisi di un Cold Case è interessante anche dal punto di vista del Giornalismo Investigativo. Non vi è dubbio che la ricerca su un vecchio caso giudiziario “a pista fredda” sia un argomento interessante per i lettori.

Dall’altro lato, nel Giornalismo Investigativo applicato ai Cold Case si esprime il meglio dell’essenza del giornalismo. Quest’ultimo è infatti ricerca: sul campo, ascoltando testimoni, leggendo vecchi rapporti di polizia, studiando documenti giudiziari.

L’approccio a un Cold Case, dal punto di vista del Giornalismo Investigativo, richiede innanzi tutto la rinuncia al pregiudizio e un rigoroso metodo di lavoro.

Anche per lo studio di un Cold Case è importante stabilire l’obiettivo della ricerca.

Occorre fare un elenco dei documenti da analizzare e delle persone da intervistare.

Va fissato un tempo di lavoro, per evitare che la ricerca si dilati e che la conclusione del lavoro richieda troppo tempo. E’ bene, quindi, darsi una scadenza.

Va scelto il metodo con cui intervistare i testimoni o gli specialisti utili a comprendere il Cold Case sotto esame.

Occorre scegliere anche il metodo di analisi dei documenti. Solo così quei documenti potranno fornire gli elementi utili alla comprensione della vicenda da studiare.

Perché analizzare un “caso a pista fredda”

L’analisi di un Cold Case dal punto di vista criminologico e da quello mediatico (Giornalismo Investigativo) è un lavoro complesso.

Perché dedicare, allora, energie e risorse a una vicenda che può interessare forse i famigliari delle vittime e nessuno più?

L’analisi di un Cold Case consente di sperimentare tecniche di lavoro, di ricerca, di studio e di investigazione che possono poi essere applicate a qualsiasi evento delittuoso.

Lo studio di un caso “a pista fredda”, insomma, è laboratorio per testare teorie, verificare la bontà di alcune pratiche di lavoro. E per misurarsi con ostacoli, imprevisti e svolte improvvise.

Vi è poi una motivazione etica; le vittime hanno diritto alla Verità sulla loro vicenda.

Criminologia e Giornalismo Investigativo: la sfida del “Cold Case”

L’analisi di un Cold Case è quindi una sfida professionale impegnativa.

Ma è anche un’impresa affascinante e che coinvolge, a metà com’è fra il rigore dello scienziato e il lavoro attento dello storico.

Quella sui Cold Case è un’attività professionale impegnativa sia dal punto di vista della Criminologia e della Psicologia Investigativa; che dal punto di vista del Giornalismo Investigativo.

Di come si analizza un Cold Case tratta il corso organizzato dall’Associazione Psicologo di Strada, a Verona venerdì 19 ottobre 2018.

I relatori sono Laura Baccaro, criminologa e psicologa giuridica, e Maurizio Corte, giornalista professionista e studioso dei media.

Nel corso sarà approfondito il lavoro fatto sul caso del sequestro e omicidio di Milena Sutter, che ha portato alla pubblicazione del libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, edito da Cacucci, Bari.

Laura Baccaro
www.laurabaccaro.it
@laura_baccaro

Maurizio Corte

www.corte.media
@cortemf

*** Post pubblicato (ultima edizione) l’11 settembre 2018

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