L’agenzia d’informazioni Ansa, in una notizia da Brescia dello scorso maggio 2018, evidenzia come l’assassino di un anziano bresciano sia opera di un “figlio adottivo”.

L’assassino, 40 anni, è il figlio della moglie – di origine polacca, sottolinea la notizia di agenzia – dell’anziano ucciso.

Cosa c’entra l’essere “adottivo” e l’essere figlio di una donna polacca con il delitto?
Non c’entra nulla. Lo apprendiamo all’ultima riga della notizia, quando si parla dei precedenti penali per droga dell’assassino.

Il problema non è però solo della notizia sul sito dell’agenzia Ansa. Tutti gli altri siti web, giornali e media che riprendono la notizia
ripetono lo stesso schema di lettura del fatto. E utilizzano lo stesso linguaggio discriminatorio verso l’essere figli adottivi.

Questa notizia pone il tema del “razzismo strisciante” e della scarsa formazione dei giornalisti nel trattare certe tematiche.

Sul sito di ProsMedia l’analisi della notizia e le considerazioni di Maurizio Corte.

(news del 07.06.2018)

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