Il Brasile dimostra di apprezzare il vino italiano, con una particolare predilezione per i vini veronesi.

Secondo il focus di Nomisma Wine Monitor, realizzato per Vinitaly, il vino prodotto in Italia ha registrato nel 2017, in Brasile, un balzo notevole, con un incremento del 48,6% a valore pari a un corrispettivo di 34,6 milioni di euro e una quota di mercato del 10,6%.

Bene anche nei primi 8 mesi di quest’anno: con il sorpasso, secondo le dogane, dell’Italia sulla Francia. A dimostrazione che il vino italiano – come rileva negli articoli del suo blog il sito Verona Wine Love – cresce sia in qualità che in valore economico.

Sarà intanto il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, a tenere a battesimo domani la prima edizione di Wine South America in programma fino sabato 29 settembre, la fiera internazionale del vino organizzata da Vinitaly-Veronafiere attraverso la sua controllata Veronafiere do Brasil.

Vinitaly – manifestazione internazionale seguita con grande attenzione da Verona Wine Love – è ormai un marchio che garantisce qualità e professionalità. Un fiore all’occhiello della produzione vinicola italiana che trova in Veronafiere la sua cornice storica fondamentale.

In programma a Bento Gonçalves (RS), la manifestazione a cui è espone anche la Regione del Veneto rappresentata all’apertura da Federico Caner, assessore alla programmazione, fondi UE, turismo, commercio estero, ha l’obiettivo di legare nel nome del vino il Sud America con l’Europa: da una parte le esportazioni dei Paesi produttori verso il Mercosur, dall’altra la creazione di joint venture e collaborazioni tra aziende brasiliane e italiane, e non solo.

“Il vino è la chiave che ci apre le porte del mondo – afferma il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio – una vera e propria cultura, il racconto del nostro saper fare, che iniziative come queste evidenziano al meglio. Ho detto da subito che era necessario un cambio di passo per compiere un salto di qualità. Le nostre imprese non possono farlo da sole. Ecco perché sono al loro fianco. Per stringere nuove intese, per rafforzare i rapporti commerciali già esistenti, esplorare insieme nuovi mercati e sfruttare le sfide dell’innovazione. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo ed esportare così non solo le nostre produzioni ma l’intero sistema Italia”.

“È un evento, questo, a cui crediamo molto –  sottolinea il vice presidente di Veronafiere Romano Artoni, presente in Brasile – perché il nostro Paese non è solo in grado di aumentare il proprio mercato del vino verso il Sudamerica ma anche di creare le condizioni per un’enologia importante in queste aree. I 25 milioni di italo-brasiliani sono un punto di partenza culturale fondamentale, ora dobbiamo lavorare per far sì che il know how italiano possa fare matching con questo valore aggiunto”.

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Siamo alla prima edizione ma la propensione a lavorare insieme è comprovata dalle presenze sempre maggiori degli operatori presenti a Vinitaly: solo nella scorsa edizione abbiamo contato circa 2.200 operatori del Sud-Centro America, di cui un migliaio brasiliani. Ora puntiamo ad un upgrade, dal made in al made with, ben condiviso dal ministro Centinaio”.

Mercato. Sul fronte delle vendite, secondo il focus di Nomisma Wine Monitor realizzato per Vinitaly, in Brasile il vino made in Italy ha registrato nel 2017 un balzo notevole, con un incremento del 48,6% a valore pari a un corrispettivo di 34,6 milioni di euro e una quota di mercato del 10,6%.

Bene anche nei primi 8 mesi di quest’anno: con il sorpasso, secondo le dogane, del Belpaese sulla Francia e un’ulteriore crescita del 15,9% a quasi 20 milioni di euro, valore che pone l’Italia al 4° posto tra i fornitori del Paese dietro a Cile (market leader con 79 milioni di euro), Argentina e Portogallo.

Complessivamente, lo scorso anno i Paesi dell’area Mercosur (più Cile) hanno importato vino per un totale di oltre 444 milioni di euro, con il Brasile protagonista della domanda a 325 milioni di euro, seguito dal boom di ordini di Argentina (57 milioni di euro) e Paraguay (44 milioni di euro), cresciute nel biennio 2015-2017 rispettivamente del 779% e 76%.

Dati rassegna. Centottanta gli espositori di Wine South America, provenienti da 9 Paesi (Brasile, Cile, Argentina, Australia, Italia, Uruguay, Slovenia, Austria e Svizzera) per 10mila visitatori sudamericani attesi tra importatori, esportatori, distributori e operatori di Gdo, Horeca e hotellerie. Tra le merceologie, un’area è dedicata anche ai prodotti agroalimentari e al caffè.

Il vino italiano – come dimostra lo studio di Nomisma Wine Monitor, realizzato per Vinitaly – ha quindi interessanti prospettive in Brasile.

Un’indicazione utile anche per le cantine veronesi che producono vini di qualità e che rappresentano alcune delle punte di eccellenza della produzione vinicola dell’Italia.

(news del 27.09.2018)

 

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