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Comunicazione e umanesimo nel turismo e nell’enogastronomia

Il turismo di qualità, quello che fa vivere le esperienze di incontro con persone e luoghi, non può avere che un “volto umano”.

Così come la Comunicazione, per essere efficace, non può essere che una human centered communication.

E in tema di turismo, c’è qualcosa da imparare da quanto accadde, nell’estate del 2020, con la vicenda del Billionaire e di Franco Briatore

Non mi riferisco tanto alla polemica estiva con il sindaco di Arzachena; o al temporaneo ricovero in ospedale di Briatore, con i sintomi del Coronavirus.

Non mi riferisco al concepire il turismo come un assalto alla diligenza, sfruttando l’ambiente, le debolezze delle persone e le situazioni promiscue per fare affari.

Non mi riferisco neppure allo scappare dalle proprie responsabilità, come ombre scure nella notte, lasciando solo i ricordi di serate e nulla esperienza sul piano dei sentimenti e della relazioni.

Quello che colpisce del caso di Briatore – da un punto di vista comunicativo – è la mancanza di strategia e di azione efficace.

Vi sono abili imprenditori – e Briatore comunque la si pensi sa fare il suo mestiere – che poi cadono su due elementi mai presi sul serio, mai considerati:

  • l’esigenza di una comunicazione efficace;
  • un approccio umanistico all’economia e al business

Questi due elementi vanno di pari passo. Non vi può essere comunicazione efficace, che dia risultati, senza un approccio umanistico alle relazioni.

E le relazioni interpersonali sono l’essenza dell’economia e del fare impresa.

I richiami che il Papa, Francesco, fa alla necessità di cambiare passo a livello economico, di rispetto dell’ambiente e di rifiuto delle ingiustizie sociali tengono conto di come l’approccio umanistico sia vincente.

Se l’umanesimo, se il rispetto dell’Altro non ti affascina, se non ti prende dentro, se non lo senti come valore fondante del tuo fare impresa e dell’essere in questo mondo, scegli l’approccio umanistico almeno per convenienza.

Ricordo l’insegnamento che mi venne nel 1998 dalla Ronda della Carità di Verona, associazione che aiuta i senza fissa dimora.

Lavoravo alla redazione Cronaca de L’Arena, il quotidiano di Verona.

Una sera del febbraio 1998, il caporedattore responsabile della Cronaca mi chiese se la sera dopo fossi disponibile ad andare alla stazione ferroviaria di Porta Nuova.

Alla stazione vi era un collegamento telefonico con un programma radio della Rai. Si parlava di senza fissa dimora e vi era la Ronda della Carità come ospite.

Di tutto avevo voglia, tranne che di passare una sera fuori casa e fare ancora notte, oltretutto occupandomi di “barboni” e “clochard”.

Ero una persona sensibile al sociale, quel tanto di Sinistra per essere dalla parte della giustizia sociale e contro le ineguaglianze. Ma qualcosa mi mancava sul piano dell’approccio “umano” all’Altro, al “diverso”.

La Ronda della Carità mi ha insegnato a comunicare meglio, grazie al rispetto umano che mi ha trasmesso.

La Ronda della Carità di Verona – gestita dalla fondatrice Tiziana Recchia come impresa del sociale – mi ha insegnato a evitare parole come clochard barbone.

Mi ha trasmesso la lezione del rispettare gli altri, cercando negli ultimi della città la mia stessa umanità.

Ristoranti, bar, pizzerie, caffè e coronavirus - blog Corte&Media - BravoTurismo - articolo Maurizio Corte - foto Orlova Maria - Unsplash

Turismo: strategia, comunicazione e ascolto dell’Altro

Perché strategia, comunicazione e umanesimo sono interconnessi? Il motivo è che tutte e tre si fondano sull’ascolto dell’Altro.

Dall’ascolto dell’audience – sia esso pubblico, clienti, potenziali clienti – è importante partire per offrire, anche nel turismo e nell’enogastronomia, esperienze di qualità.

Il punto di partenza è l’Altra Persona, con le sue paure e i suoi sogni, con i suoi desideri e le sue richieste di consigli.

L’informazione, come sappiamo, parte da Tizio (il mittente) che ha un messaggio da trasmettere (il contenuto) a un qualcuno che lo riceve (il destinatario).

Per rinforzare il messaggio, per farlo cogliere, perché abbia un’influenza, Tizio può decidere di usare questa o quella tecnica persuasiva.

Può ricorrere alla pubblicità. Può mettere in campo una strategia retorica, usando linguaggio e immagini per sedurre e convincere.

Avrà successo quell’informazione? In alcuni casi sì; ma oggi quel successo si va riducendo.

Ecco perché è importante la comunicazione che parte dall’Ascolto dell’Altro.

Se Briatore, con il suo staff, si fossero messi dal punto di vista dell’Altro avrebbero condotto i loro legittimi affari d’impresa in modo più efficace.

C’è modo di fare turismo senza incappare nei contagi da Covid-19? Il modo c’è. Costa fatica, costi in più, impegno. Ma c’è.

Ci si può divertire e fare discoteca senza ammassarsi e contaminarsi?

Ci si può divertire e di certo si possono trovare i modi di reinventare lo stare assieme, ascoltando musica, esprimendosi. E anche “cuccando” alla grande.

Temo che, alla base del “caso Billionaire”, vi sia stata proprio la rinuncia alla Comunicazione Efficace e all’Approccio Umanistico – con il rispetto degli Altri.

Avverto, alla base di alcuni modi di fare impresa nel turismo e nell’enogastronomia, il disprezzo nei confronti delle persone: collaboratori, clienti, fornitori, partner.

Vi è, insomma, un modo di fare gli imprenditori – anche quando si è una micro-impresa della ristorazione o turistica – da vecchi padroni delle ferriere.

Eppure, proprio da fior di “padroni delle ferriere” è venuta una concezione del fare impresa che ha messo la Persona e la Comunicazione Efficace, quella dell’Ascolto amorevole (e certo assai faticoso), che dimostra di essere di successo.

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L’importanza di una Comunicazione di qualità nel turismo e nella ristorazione

Il Coronavirus, comunque la si pensi sul contagio e su chi ci marcia o ci si oppone, qualcosa ci insegna: che solo con una Comunicazione di qualità (anche scomoda, anche contro il pensiero dominante) e con un Approccio Umanistico (di rispetto dell’Altro nella sua diversità) possiamo ottenere successo.

Comunicazione e Umanesimo: questi i due quadri di riferimento di un modo di fare impresa, nel turismo e nell’enogastronomia, che si avvale di discipline e professionalità come il Brand Journalism e i giornalisti d’impresa per ottenere risultati.

A Comunicazione, Turismo e Ristorazione dedico questa sezione di BravoTurismo – VeronaWineLove®, nell’ambito del sito web dell’agenzia Corte&Media, che si occupa di giornalismo, di comunicazione e di scrittura.

Sul piano operativo c’è il Giornalismo d’Impresa – brand journalism, detta all’inglese – che bene si applica al turismo, al marketing del territorio, all’enogastronomia e alla ristorazione.

Sulla Human Centered Communication insiste Mark Schaefer, uno dei maestri a cui sono affezionato. E uno dei migliori visionari del marketing digitale.

Il suo blog “Businessesgrow” è un punto di riferimento per chi ha a cuore una comunicazione efficace. E vuole evitare gli inciampi del fare impresa e comunicare senza le bussole con cui orientarsi.

Ecco che anche il turismo, la ristorazione, l’eccellenza enogastronomica del Made in Italy non possono che essere fondati sull’etica, la comunicazione strategica e un approccio umanistico che mette i diritti e il rispetto delle persone al centro.

Maurizio Corte
Restiamo in contatto su LinkedIn: Maurizio Corte

(photo: thanks to Harli Marten, Unsplash)

La canzone che voglio associare a questo articolo è “La compagnia”, di Lucio Battisti.

 

Published inBravoTurismo