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Mettere in ordine le informazioni è il modo migliore per farsi comprendere e coivolgere chi ascolta.

Racconto sempre alle studentesse e agli studenti dell’insegnamento di Giornalismo Interculturale e Multimedialità, all’Università degli Studi di Verona, che con il mestiere di giornalista non si campa.

Però, aggiungo, saper fare Giornalismo ti assicura una marcia in più in tutte le attività professionali e imprenditoriali.

La prima cosa che si impara facendo il giornalista è di saper mettere in ordine le informazioni raccolte. E saperle quindi comunicare con efficacia.

Ricordo la prima lezione di Giornalismo, nella primavera del 1979, al Centro Mazziano di Verona, con Giuseppe Brugnoli, allora direttore del Giornale di Vicenza.

Scrivevo già da un anno. Avevo cominciato come corrispondente da Negrar di Valpolicella, terra di vini. Prima con le pagine provinciali del quotidiano L’Arena di Verona; e poi come giornalista a tutto campo con il settimanale Qui Verona, diretto da un giornalista professionista, Giuseppe Settineri.

Il direttore Brugnoli, che quattro anni dopo sarebbe andato a dirigere L’Arena di Verona, ci fece un semplice esempio.
Ci raccontò una noiosa seduta di un consiglio comunale a Verona e, una ventina di righe dopo l’attacco, inserì la notizia del crollo del municipio, con morti e feriti, fra cui anche il sindaco.

È evidente che se facciamo un’introduzione vaga a un evento e diamo la notizia dopo un tot di minuti, annoiamo chi ci ascolta, anziché coinvolgerlo e interessarlo.

La differenza è fra lo scrivere “temi” e lo scrivere “articoli”.

Un racconto comincia con “C’era una volta, in un paese incantato, un principe triste innamorato di una giovane donna del popolo che aveva visto un giorno a una festa di corte, ma di cui aveva perso le tracce”. Il racconto prosegue poi con il principe che trova la giovane donna, la sposa, hanno dei figli, la uccide e fa passare il femminicidio come morte accidentale.

C’è, però, un abile magistrato che ha dei sospetti e riesce a dimostrare la colpevolezza del principe, il quale si ritrova ancor più triste in prigione, con una condanna a trent’anni di carcerazione.

Questa è la storia. Questo è il temino da scrivere a scuola.

Un articolo di giornale partirebbe dalla “notizia”, dall’elemento più importante. Quale sia, in questo caso che ho fatto, dipende da quando ci inseriamo nella storia: se alla fine, quando il principe va in galera; oppure dopo la morte della moglie, un omicidio mascherato da decesso accidentale.

In ogni caso, conta la gerarchia: l’0rdine di importanza con cui mettiamo in ordine le informazioni.

Brand Journalism - Giornalismo d'Impresa - blog Brand Journalist - Maurizio Corte - Agenzia Corte&Media

 

Giornalismo: il concetto di “notizia”

Tu che leggi ti chiederai: come faccio a stabilire qual è l’elemento più importante? Come scelgo la notizia?

La tecnica del giornalismo insegna proprio questo: a dare una gerarchia alle informazioni. Spiega qual è la preparazione che serve; quali sono le caratteristiche della notizia; come si organizzano in struttura gli elementi con cui raccontiamo un fatto.

Qui mi interessa sottolineare che non vi è – checché ne pensi qualche giornalista di vecchio o nuovo pelo – una “ontologia della notizia”. E noi giornalisti non siamo dotati di virtù divinatorie per intercettare la notizia e svelarla.

La notizia, come mi insegnò nel 1989 il collega Angelo Squizzato al corso di Giornalismo e Opinione Pubblica dell’Istituto Rezzara di Vicenza, è ciò che merita di essere portato all’attenzione dei lettori.

Angelo Squizzato, giornalista della Rai del Veneto a quel tempo, mi ha anche insegnato a rendere accattivante la notizia. Che non significa raccontare palle. Ma raccontare fatti veri in modo accattivante.

Il giornalismo – professione difficile – comporta abilità, sensibilità, competenze che possono essere imparate.

La tecnica giornalistica è utile a chi fa blogging; a chi si occupa di social media management; a chi fa marketing. E anche a chi passa la vita scrivendo testi scientifici e report.

Non occorre acquisire tutta la professionalità giornalistica, certo complessa e articolata. Basta imparare quel tanto che possa essere applicato in modo efficace alla propria attività.

Sull’importanza del Giornalismo parliamo con il gruppo di Plaza Media Company nel blog sul Brand Journalism.

Con ProsMedia, associazione culturale che si occupa di temi sociali e media education, proponiamo invece la formazione alla comunicazione e alla tecnica del giornalismo.

Perché se non ho dubbi sul fatto che non sia sufficiente essere giornalisti per essere comunicatori competenti e sensibili sul piano umano ed etico, su un altro punto sono certo: non vi può essere comunicazione efficace ed etica senza un’infarinatura (almeno quella) di giornalismo.

Maurizio Corte
@cortemf

*** L’associazione culturale ProsMedia organizza webinar gratuiti e corsi di Tecnica del Giornalismo e di tecnica degli Uffici Stampa e delle Media Relations. Per informazioni, puoi scrivermi all’email: cortemedia(at)virgilio.it
*** Il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, esempio di Giornalismo Investigativo, lo puoi ordinare in libreria oppure, in ebook o di carta, su Amazon.

 

Photo: thanks to Matthew Essman (Unsplash)
La canzone che voglio associare a questo articolo è “L’aquila”, di Lucio Battisti.