L’arroganza del Potere, nelle sue varie forme: da quella economica alla politica, dalla polizia ai maneggi economici e di partito.

Ma anche la nevrosi del vivere, che appare come uno specchio deformato – l’altra faccia della medaglia – di quella nevrosi che è il comando malato degli arroganti. O l’egoismo miope dei mediocri.

Tutto questo e tanto altro è il cinema di Elio Petri. Un cinema che si snoda attraverso narrazioni che toccano più generi: dal giallo alla commedia di costume, dalla fantascienza al film di denuncia.

In Elio Petri vediamo l’intrecciarsi dei temi sociali con la fatica del vivere.

E vi ritroviamo la straordinaria attualità dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’annientamento della persona fra i meccanismi economici e le regole di un diritto scritto dai più forti.

Mentre anche la scuola sconta il prezzo di essere inquadrata in una società – quella italiana – sempre in ritardo agli appuntamenti con le riforme.

 

Elio Petri, regista che amava Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca comunale Andrea Porta
Il regista Elio Petri che ha amato Mezzane di Sotto (Verona) come luogo di campagna tranquillo e di relax

Quello di Elio Petri – regista scomodo, inviso a democristiani e comunisti – è un cinema “politico” nel senso nobile e autentico del termine: il cinema che, con un linguaggio accattivante e in anticipo sui tempi, finisce con il raccontare come siamo; e con l’anticipare quello che ci aspetta.

Petri, da parte sua, è un regista “popolare” nell’accezione autentica della parola: fa cinema, come spiega egli stesso, per parlare al popolo. Per farsi capire e apprezzare da tutti noi. Non per parlare alle élite dei ricchi e privilegiati che frequentano i circoli esclusivi dei cineclub.

Il comune di Mezzane di Sotto, nell’Est veronese, con alle spalle l’altopiano della Lessinia, ha avuto l’onore di ospitare per più estati proprio il regista Elio Petri, Premio Oscar nel 1971 con il film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”.

Il regista Elio Petri era solito trascorrere qualche settimana di vacanza nella villa di proprietà, a due passi dal centro abitato del capoluogo di Mezzane, assieme alla moglie Paola Pegoraro. 

Regista Elio Petri - Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca Andrea Porta


Petri amava ritirarsi in tranquillità nella quiete della campagna
 e delle colline mezzanesi che, ci ha raccontato la signora Paola, vedova del regista, gli consentivano di riposarsi dalle fatiche cinematografiche.

Mezzane di Sotto era apprezzata, come località di relax estivo, sia per la sua quiete che per la comodità con cui Elio Petri e la moglie Paola potevano raggiungere Venezia, il lago di Garda e l’Arena di Verona. Petri amava infatti l’opera lirica.

Anche per questo – oltre che per l’interesse e l’amore verso un regista geniale – come Biblioteca “Andrea Porta” di Mezzane di Sotto vogliamo dedicare a Elio Petri una particolare attenzione.

Nel 2012, l’Amministrazione comunale di Mezzane di Sotto dedicò, in Sala degli Affreschi, una serie di proiezioni di opere del regista Elio Petri, presentando anche un documentario su di lui che ora è possibile trovare su YouTube.

Elio Petri, il regista che amava Mezzane di Sotto

Qui di seguito il video del documentario su Elio Petri, del 2005, in cui compare anche la signora Paola Pegoraro, vedova del regista. La storia del regista viene raccontata attraverso i suoi film e le testimonianze di chi l’ha conosciuto.

I film di Elio Petri – poco valorizzati e poco mostrati dai canali Tv generalisti – si possono vedere sulle varie piattaforme in streaming.

Su YouTube vi è il trailer del film “L’assassino”, del 1961, la sua opera prima, in bianco e nero.

E’ un thriller con Marcello Mastroianni. Un film in cui già si intravedono la critica a un certo modo di fare affari – lo sfruttamento degli altri – che avrebbe trionfato con il boom economico; e la critica a un certo modo di fare indagini da parte della polizia.

Il film “L’assassino” è l’esordio perfetto, magistrale di un regista che non poteva non arrivare a vincere un Premio Oscar, come farà poi nel 1972.

Su YouTube vi è in versione integrale il film “La classe operaia va in Paradiso”, del 1972, con Gian Maria Volonté.

“La classe operaia va in Paradiso” – David di Donatello e Palma d’Oro a Cannes – è il consolidamento di un cinema attento alle nevrosi personali e alle contraddizioni sociali di un’Italia che, purtroppo, sul piano dei diritti dei lavoratori non ha fatto passi in avanti.

Tre altri film completi di Elio Petri, su YouTube, sono:

  • “La decima vittima”, con Marcello Mastroianni, Ursula Andress e Elsa Martinelli, del 1965, film di fantascienza
  • “A ciascuno il suo”, con Gian Maria Volonté, Gabriele Ferzetti, Irene Papas, Salvo Randone, del 1967 (dal romanzo di Leonardo Sciascia)
  • “Buone notizie”, con Giancarlo Giannini, Ombretta Colli e Ninetto Davoli, del 1979 (ultimo film del regista)

Da ricordare, nella visione di alcuni film di Elio Petri – come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – la musica di Ennio Morricone, altro genio artistico italiano.

Elio Petri, vita e opere di un grande maestro

Elio Petri, pseudonimo di Eraclio Petri (Roma, 29 gennaio 1929 – Roma, 10 novembre 1982), è stato un regista, sceneggiatore e critico cinematografico italiano. E’ nato in una famiglia di artigiani.

Qui di seguito – attinti al profilo, completo e documentato, su Wikipedia e ad altri contenuti da libri e siti web – i punti salienti di una carriera di autore e regista di prim’ordine.

A 15 anni cominciò la sua passione per il giornalismo e per il cinema, che lo portò a iscriversi ai circoli del cinema e a scrivere sui bollettini delle associazioni cinematografiche. Successivamente, nel 1949, cominciò a scrivere su l’Unità, su Gioventù Nuova, come critico cinematografico.

Attraverso un amico, Petri conobbe il regista Giuseppe De Santis che gli chiese una mano a condurre un’inchiesta, sotto forma di dossier di interviste, per un film che stava realizzando: Roma ore 11 (1951).

Tra il 1953 e il 1960, Petri incominciò a collaborare al soggetto e alla sceneggiatura di film di diversi registi: oltre al già citato Giuseppe De Santis, Giuseppe Amato, Guido Brignone, Aglauco Casadio, Veljko Bulajić, Enzo Provenzale, Carlo Lizzani, Gianni Puccini e Leopoldo Savona.

In quegli stessi anni, condusse le prime esperienze di regia, realizzando due cortometraggi: Nasce un campione (1954) e I sette contadini (1957).

Elio Petri, regista che amava Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca comunale Andrea Porta - film L'Assassino - con Marcello Mastroianni

Elio Petri: esordio con un film giallo in bianco e nero: “L’assassino” (1961)

All’età di 32 anni girò il suo primo lungometraggio, L’assassino (1961), film, a tema poliziesco, di analisi psicologica che nonostante alcuni problemi con la censura fu accolto sotto buoni auspici. Il protagonista del film era Marcello Mastroianni del quale era diventato amico.

Nella sua prima opera sono già presenti i temi fondamentali del suo cinema: la nevrosi e il potere.

Nel 1962, dopo aver sposato a Roma Paola Pegoraro, diresse I giorni contati, film che narra la crisi esistenziale di uno stagnaro romano e che si giovava di una grande prova attoriale di Salvo Randone, nel suo unico ruolo da protagonista al cinema.

Maestro di Vigevano - Elio Petri - regista che amava Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca Andrea Porta
Alberto Sordi nel film “Il maestro di vigevano”, del regista Elio Petri

Nel suo terzo film lavorò con Alberto Sordi in Il maestro di Vigevano (1963), tratto dall’omonimo libro di Lucio Mastronardi.

Nel 1965, si cimentò, ancora con Marcello Mastroianni, nel film fantascientifico La decima vittima, ispirato a un racconto di Robert Sheckley, affermato autore statunitense del genere fantastico.

A quel punto, le difficoltà con i grandi produttori lo spinsero a lavorare con produttori esordienti, come nel caso di A ciascuno il suo (1967), tratto da un romanzo di Leonardo Sciascia e interpretato da Gian Maria Volonté, Irene Papas e Gabriele Ferzetti.

Nel film emergeva con chiarezza una propensione al cinema d’impegno civile (o cinema politico) che troverà compiuta espressione nella “trilogia sulla nevrosi” degli anni settanta.

A seguire realizzò il film Un tranquillo posto di campagna (1968), allegoria sul ruolo dell’artista nella società contemporanea. E un episodio del film militante Documenti su Giuseppe Pinelli (1970), singolare e magistrale esempio di cinema di impegno civile.


Premio Oscar nel 1971 con il film critico del Potere: “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”

Nello stesso anno (1970) Petri firmò il suo film più noto, il primo capitolo della cosiddetta trilogia della nevrosi: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (che rappresenta il senso di onnipotenza dato dal potere: nevrosi del potere), con Gian Maria Volonté.

Un grande Volontè in stato di grazia interpreta il ruolo di un commissario di polizia che uccide la propria amante (Florinda Bolkan);.

Nonostante la sua confessione, il commissario di polizia non viene di fatto punito dai colleghi preoccupati di difendere la reputazione dell’apparato.

Il film ottenne un grandissimo consenso da parte del pubblico e l’anno seguente, nel 1971, si aggiudicò l’Oscar al miglior film straniero.

Un secondo capitolo della trilogia della nevrosi è La classe operaia va in paradiso (1971), corrosiva satira sulla vita in fabbrica (nevrosi del lavoro), con cui nel 1972 (ex aequo con Il caso Mattei di Francesco Rosi, sempre con Volonté protagonista) conquistò la Palma d’oro a Cannes.

A seguire, il terzo capitolo della trilogia della nevrosiLa proprietà non è più un furto (1973), con Ugo Tognazzi e Flavio Bucci come protagonisti, che rappresenta un’analisi a sfondo grottesco sulla proprietà e sul denaro (nevrosi del denaro).

Elio Petri appare in due camei nei suoi film. In Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto s’intravede brevemente seduto tra coloro che assistono al discorso di insediamento del commissario alla direzione dell’ufficio politico.

Nel film Le mani sporche s’intravede nella prima parte dello sceneggiato nel ruolo di uno dei partecipanti a una riunione di partito: Petri, insieme con altri, è intento a scendere le scale e a congedarsi da un altro membro del partito.

Marcello Mastroianni e Gian Maria Volontè, fra gli attori amati da Elio Petri, regista che amava Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca comunale Andrea Porta
Marcello Mastroianni, a sinistra, e Gian Maria Volonté, attori amati da Elio Petri, nel film “Todo modo”

Nel 1976 Petri portò al cinema un altro romanzo di Sciascia, Todo modo, tratto dal romanzo omonimo, che racconta il grottesco decadimento di una classe dirigente nella descrizione di un’assise dei vertici della Democrazia Cristiana in un albergo-eremo, allo scopo di praticare degli esercizi spirituali.

Il film si avvale delle interpretazioni di Gian Maria Volontè, Marcello Mastroianni e Mariangela Melato e delle musiche di Ennio Morricone.

Due anni dopo (1978) diresse, per la Rai, l’adattamento televisivo (in tre parti) del capolavoro teatrale di Jean-Paul Sartre, Le mani sporche, con Marcello Mastroianni e Giovanni Visentin protagonisti.

Il film successivo, Buone notizie (1979), con Giancarlo Giannini e Ángela Molina protagonisti, è all’insegna di un pessimismo ormai inguaribile e pregno di propensioni metafisiche.

Elio Petri, regista che amava Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca comunale Andrea Porta -----
Il regista Elio Petri, che nel 1971 vince il Premio Oscar. E’ stato uno dei più geniali registi internazionali

Nel 1980, Elio Petri esordisce nel mondo del teatro, curando la regia de L’orologio americano, opera del drammaturgo statunitense Arthur Miller. La prima si svolse a Sanremo ed ebbe tra gli interpreti l’attore Lino Capolicchio.

Nel 1982, Elio Petri si accingeva a girare con Marcello Mastroianni Chi illumina la grande notte. Ammalato di cancro, muore il 10 novembre, all’età di 53 anni, senza poter dare inizio alle riprese del film. È tumulato al cimitero di Prima Porta a nord di Roma, accanto alla tomba dove riposa il padre.

Elio Petri, regista, documentario - Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca Andrea Porta - critico cinematografico Jean A. Gili
Il critico cinematografico Jean A. Gili, ritratto nella villa del regista e della vedova Paola Pegoraro, a Mezzane di Sotto (Verona)

Il critico cinematografico Jean A. Gili viene intervistato nella villa del regista e della vedova a Mezzane di Sotto, in occasione del documentario (del 2005) su Elio Petri. Gili ha curato il libro “Scritti di cinema e di vita” sul regista Premio Oscar. 

Ecco, di seguito la presentazione del libro.

“Oltre ad essere stato uno dei maggior registi italiani – Premio Oscar a Hollywood, Palma d’oro a Cannes – Elio Petri ha partecipato al dibattito culturale che ha attraversato l’Italia dal dopoguerra agli Anni Ottanta”.

“In questa raccolta sono riuniti dei testi apparsi in riviste oggi difficilmente reperibili, quali Città aperta o Nuova Cucina, nonché riviste di cinema più conosciute come Cinema 60, Cineforum, Bianco e Nero”.

“Altri testi su Sciascia o su Todo Modo pubblicati in Francia sono inediti in italiano. Scritto per l’ufficio stampa della Rai, il saggio sull’adattamento di Le mani sporche di Sartre è stato finora dimenticato”.

“Sono riproposti anche alcuni testi di critica d’arte e una lunga confessione a pochi mesi dalla morte”.

Elio Petri amava l’analisi sottile, sviluppata attraverso il confronto con altri intellettuali. Per il suo scrivere chiaro e preciso, che utilizzava concetti e osservazioni concrete, riferimenti cinematografici e spunti ricavati dalla letteratura, dalla filosofia o dalla psicoanalisi, leggerlo è un piacere. Dotato di un umorismo graffiante. Sapeva andare all’essenziale”.

Elio Petri era un autodidatta che aveva interrotto gli studi prima di conseguire la maturità. Si era costruito intellettualmente grazie ad intense letture, così come non aveva mai frequentato una scuola di cinema e si era formato vedendo molti film“.

“Protagonista del cinema italiano, lo è stato anche della vita intellettuale italiana, fedele ad un’idea della cultura legata alla lotta politica”.

Regista Elio Petri - villa di Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca Andrea Porta
La villa del regista Elio Petri e della vedova Paola Pegoraro, dove Petri amava ritirarsi per alcuni giorni di vacanza e relax nella campagna di Mezzane di Sotto (Verona)

Premi al cinema di Elio Petri

Premio Oscar
1972 – Candidatura per la miglior sceneggiatura originale per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Golden Globe
1971 – Candidatura per il miglior film straniero: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

David di Donatello
1970 – Miglior film per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
1972 – Miglior film per La classe operaia va in paradiso

The Edgar Awards
1971 – Migliore sceneggiatura per Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Festival di Cannes
1967 – Premio per la sceneggiatura per A ciascuno il suo
1970 – Grand Prix Speciale della Giuria per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
1972 – Palma d’oro per La classe operaia va in paradiso

Festival di Mar del Plata
1962 – Miglior film per I giorni contati – Festival internazionale del cinema di Berlino
1969 – Orso d’Argento nella categoria miglior film per Un tranquillo posto di campagna

Nastro d’argento
1962 – Miglior soggetto originale per I giorni contati
1968 – Regista del miglior film per A ciascuno il suo
1968 – Migliore sceneggiatura per A ciascuno il suo
1971 – Regista del miglior film per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
1971 – Miglior soggetto originale per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

L’insegnamento che ci lascia Elio Petri

Quella di Elio Petri è una figura di regista che ha segnato la storia del cinema italiano.

Scomodo, innovatore, lucido analista e anticipatore di temi sociali e politici che ci toccano da vicino, Elio Petri ci lascia in eredita alcuni film che sono – come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – di grande attualità.

La nevrosi del denaro, del potere e del lavoro ci accompagna ancora. Così come l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento dei più deboli, le angherie di chi ha una qualche forma di comando.

Di Elio Petri – regista che amava Mezzane di Sotto come luogo di relax e di ritiro dalle fatiche del cinema – ci piace ricordare un suo passaggio, in un’intervista concessa dopo la vittoria del Premio Oscar (che non andò a ritirare).

In quell’intervista, Elio Petri dice che non si può essere felici – a meno che non ci si chiuda nel proprio orticello, nel proprio particulare fino a quando vi saranno ingiustizie e soprusi a danno di qualcuno.

Abbiamo voluto ricordare Elio Petri, in occasione della Festa dell’Olio 2020 online, per ricordare e stimolare la visione dei suoi film.

Il suo cinema è un invito sempre attuale a quelli di noi che non si arrendono alle verità ufficiali, alle arroganze del Potere, allo sfruttamento delle persone e alla mediocrità.

Gian Maria Volonté - attore - regista Elio Petri - Mezzane di Sotto - Verona - Biblioteca comunale Andrea Porta
Il regista Elio Petri, a destra, con l’attore Gian Maria Volonté, protagonista del film Premio Oscar “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”

Elio Petri, inoltre, è un esempio per i giovani. Un esempio per chi pensa che lo studio sia fatica inutile. Per chi viene da condizioni sociali ed economiche modeste. Per chi cerca la propria strada nel mondo.

Come un altro genio del cinema, Francois Truffaut, il regista Elio Petri – che batté Truffaut al Premio Mar del Plata nel 1962 – insegna ai giovani che nell’arte, nel cinema, nel racconto di stracci di esistenza è possibile trovare la propria strada nel mondo. 

Maurizio Corte