Ci sono tanti modi di fare Giornalismo Investigativo. C’è chi si fa passare documenti da qualche Procura della Repubblica e fa lo “scoop”.

E’ il modo peggiore di fare un giornalismo che tutto è tranne che investigativo.

Non è investigativo perché non si è indagato su nulla. Poi perché, lavorando sulle carte di altri, si è diventati strumenti idioti di una certa parte del procedimento giudiziario.

Lo stesso possiamo dire di chi diventa il megafono di un qualche avvocato interessato a far filtrare una certa notizia. O una certa ipotesi d’indagine.

Il Giornalismo Investigativo – la forma più nobile del fare Giornalismo – è innanzi tutto ricerca. E’ scavo. E’ inchiesta indipendente.

Il Giornalismo Investigativo, così come la ricerca scientifica, parte da un’ipotesi. 

Traccia un quadro generale del problema, ambito, settore o dubbio che vuole studiare.

Mette a fuoco gli elementi da indagare, da scoprire, da portare alla luce.

Mette a un punto un metodo di lavoro, rigoroso, che lavorando su premesse vere con un’argomentazione corretta e rigorosa arriva a conclusioni certe.

Il Giornalismo Investigativo, infine, è come una luce che svela la verità. O, almeno, ci prova senza mai fermarsi. Lo si accende là dove vi è una contraddizione nelle carte, nei documenti e nelle testimonianze.

Il giornalista che fa inchiesta e investigazione non si ferma alle verità ufficiali. Non fonda il suo lavoro sulle verità giudiziarie. Perché quelle verità – seppure rispettabili – non sono, in alcun modo, verità scientifiche.

Su di un punto il Giornalismo Investigativo, per come lo vedo io, si differenzia da un qualsiasi pur corretto e attento giornalismo d’inchiesta.

Sul fatto di rispettare la dignità delle persone – vittime o carnefici che siano – con cui ha a che fare, di cui tratta e di cui fa conoscere i segreti.

Passione per la Verità, rispetto della Dignità Umana, amore per la Persona, rigore scientifico, ricorso agli  esperti e l’accendere una Luce Indagatrice là dove vi sono angoli oscuri.

Sono questi i capisaldi del Giornalismo Investigativo, almeno per come l’ho praticato nell’inchiesta che ha portato al libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, scritto con Laura Baccaro.

Di quel caso giudiziario – anno 1971 – e di quel libro, parlo nel blog “Il Biondino della Spider Rossa” (in italiano) e nel blog “The Perfect Culprit” (in inglese).

Maurizio Corte
@cortemf
(photo by Macau Photo Agency, Unsplash)