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In ogni romanzo che si rispetti c’è qualcuno che tradisce il nostro Eroe.

Nel romanzo “Silenzi incrociati” l’Eroe è un’Eroina, una giovane donna che ho amato sin da quando mi si è formata fra le dita della tastiera.

Ti pareva che non ci fosse un qualche farabutto che la tradisse?

Il bastardo è un Professore. Così faccio contento le studentesse e gli studenti che detestano certi (solo alcuni) “professori”.

Tutti abbiamo amato un Professore. Tutti ne abbiamo detestato uno (o più di uno).

Il Professore che mette in difficoltà Helene, la protagonista del mio romanzo, ha un ruolo importante.

Mi è venuto spontaneo dare a quel bastado la mia età – comunque farlo parte della mia generazione. Perché penso che vi sia un tot di bastardi nella mia generazione.

Noi, i baby boomers, abbiamo avuto una botta di kulo: niente guerre, almeno quelle guerreggiate, fino al Coronavirus.

Non abbiamo patito la fame. Ci hanno imbottito di coloranti e conservanti, durante l’infanzia del boom economico, ma lì siamo andati a cercarcela: nessuno ti obbliga a mangiare caramelle o gomme da masticare.

Abbiamo avuto, almeno di riflesso, il “mito americano”. Abbiamo studiato, volenti o meno, l’inglese.

Il peggio è che il Professore del mio romanzo – o meglio, uno dei Professori che sono presenti nel romanzo “Silenzi incrociati” – si vende ai Poteri Forti per una “dipendenza paterna”.

Mi spiego meglio: uno della mia generazione, quella che ha contestato l’autorità patriarcale, tradisce una giovane donna.

Parlo della mia eroina: una dottoranda di ricerca brava, onesta, impegnata nella ricerca della verità. Quel Professore bastardo lo fa solo per coprire le malefatte di suo padre.

Dove per “padre” intendo colui che l’ha avvitato e sostenuto nella professione.

Mi rendo conto che la mia generazione non ne farebbe una grande figura, in questo romanzo ispirato al caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, se non fosse per un altro personaggio – della stessa fascia di età – che invece ama, sostiene e combatte a fianco della mia eroina.

Perché la vita è così: accanto a un uomo bastardo, una donna può sempre contare su uomini di valore. Siamo maggioranza, peccato che non facciamo notizia.

Il romanzo “Silenzi incrociati” lo sto scrivendo in questa estate a Mezzane di Sotto (Verona). Lì dove abita Helene, la mia splendida eroina.

Maurizio Corte
@cortemf