Seleziona una pagina

Come far tornare i clienti in ristoranti, trattorie, hotel e B&B quando si spegne la luce dell’estate. E sale l’inquietudine.

C’è un modo per reagire alla crisi, da incertezza e sgomento e dolore. Anche nel mondo del turismo e della ristorazione.

Il modo per reagire e combattere si chiama “Ponte di Genova”. O “metodo Genova”, come l’ha definito qualcuno.

Ci ricordiamo tutti quando il Ponte Morandi, nell’agosto del 2018, crollò mentre infuriava un nubifragio sulla città della Lanterna.

L’abbiamo tutti nella mente il crollo di un ponte a Genova, in agosto, mentre vanno in scena i miti dell’estate. Tutto questo destabilizza. Sgomenta. Angoscia.

Eppure adesso, nell’estate di due anni dopo, vediamo in piedi un nuovo ponte.

Il Ponte San Giorgio, a Genova, è nato nonostante la burocrazia, le difficoltà tecniche, il Coronavirus.

Possibile che non si possa applicare quel modo di lavorare anche al turismo in Italia e all’enogastronomia italiana, dentro e fuori il nostro Paese?

Il “segreto” del Ponte San Giorgio di Genova è racchiuso in cinque modi di essere e di fare:

  • comprensione del contesto ambientale;
  • capacità di progettazione;
  • rispetto delle persone;
  • competenza tecnica;
  • voglia di lavorare senza mollare

 

Turismo, ristorazione, economia: un settembre d’incertezza

“Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età. Dopo l’estate porta il dono usato della perplessità”.

Questo verso di Francesco Guccini, uno dei più colti e geniali cantautori italiani, dà l’immagine esatta dell’autunno.

Poi la canzone prosegue con un altro verso illuminante: “Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità. Come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità”.

Ecco, in questi versi della Canzone dei dodici mesi ci sono l’esame dei problemi d’autunno e la soluzione. Anche per il mondo della ristorazione e del turismo.

Quand’è il tempo di seminare per un raccolto in autunno? Proprio adesso, durante l’estate. Proprio nel mese di agosto. 

La semina efficace, nel caso delle imprese, ricorre ai due migliori strumenti che abbiamo a disposizione:

  • la Comunicazione Strategica;
  • il Brand Journalism

Questa regola vale anche per chi fa l’imprenditore nel turismo, nella ristorazione e nell’enogastronomia.

Con Sonia Gastaldi, sociologa e IT manager, consulente per la comunicazione nelle aziende, e con il gruppo di Plaza Media Company, giovani professioniste che uniscono lavoro sul campo e innovazione con la ricerca, ci interroghiamo su come il turismo e la ristorazione possano tenere le posizioni nella campagna d’autunno.

Abbiamo messo in campo un blog sul Brand Journalism, il Giornalismo d’Impresa, al quale rinvio gli imprenditori e i manager che vogliono approfondire i singoli temi.

Qui, nel magazine BravoTurismo – VeronaWineLove™, voglio indicare alcune azioni utili per un autunno da affrontare con metodo, passione per l’umano e senso della strategia comunicativa.

 

Coronavirus e crisi economica in autunno

Sono nato in un giorno di un gelido febbraio del 1957. Un freddo della madonna, a trenta metri dal fiume Adige. A Verona.

Da quando sono diventato ragazzino (nel 1969) in poi, ogni estate mi hanno rotto le balle – dai notiziari radio e Tv – con le crisi d’autunno.

Prima l’Autunno Caldo dei sindacati, con scioperi e rivendicazioni. Molte giuste, altre meno.

Poi, ad ogni estate, la proiezione negativa dell’Autunno. Mai che una volta i miei colleghi giornalisti scrivessero: “Andrà tutto bene, in autunno”.

Anche quest’anno, con il Covid-19, è tutto un fiorire di previsioni di sfighe.

Sarà davvero un autunno duro? Di crisi economica, ripresa della pandemia, balbettamenti politici e incertezza?

Può essere. Ma non è sicuro. Non facciamoci allora spaventare-

Nessuno ci viene a dire quello che è evidente: tutto dipende da noi.

“Andrà tutto bene”, se faremo la nostra parte.

Come? Tenendo conto dell’ambiente (il contesto) in cui viviamo e lavoriamo, progettando il futuro della nostra impresa, rispettando le persone che sono con noi e quelle con qui ci relazioniamo.

Poi occorre mettere in campo la competenza tecnica, nostra e dei consulenti a cui ricorriamo; e lavorare sodo.

 

I limiti del turismo e della ristorazione in Italia

Dei limiti del turismo e della ristorazione in Italia ho trattato – e parlerò anche in futuro – in una serie di articoli.

Non pretendo di mettermi al livello della rivista del Gambero Rosso. Ma vedo che, pure loro, sostengono le tesi critiche su certo modo di fare ristorante in Italia.

Turismo e ristorazione in Italia hanno avuto uno o più di questi limiti, poi esasperati dal Covid-19:

  • incapacità imprenditoriale nella gestione e negli investimenti;
  • carenze nella comunicazione d’impresa;
  • mancanza di rispetto dei collaboratori;
  • prezzi fuori mercato e creati a caso;
  • assenza di una prospettiva di cambiamento

Come mi ha spiegato un manager di lungo corso della ristorazione in Italia, una fetta degli imprenditori di ristoranti e comparto turistico si è improvvisata.

Uscirà dal mercato. Ed è giusto così. È bene che accada, non tanto per la perdita di lavoro (penso ai loro collaboratori), ma per chi resta ed è un imprenditore vero.

Ci dimentichiamo, ogni tanto, che vi sono fior di pseudo-imprenditori abituati all’assistenzialismo. Al vivere alla giornata.

Ci sono pseudo-imprenditori che mirano a sfruttare i dipendenti per fare soldi. Al puntare a fare cassa, senza guardare al futuro e alla qualità.

Sull’uso di “sostanze strane” e di certi trucchetti di bassa lega da parte di alcuni, anche in ristoranti importanti, stendo un velo di compassione. Per fortuna sono una minoranza; ed è il caso che chiudano o emigrino.

 

Come far tornare i clienti (iniziando adesso)

E’ questo – in agosto, come a settembre- il momento di agire per una campagna di autunno per ristoranti e mondo del turismo.

Non si faranno soldi a palate. Non vi saranno boom.

Gli obiettivi sono due: mantenere le posizioni, stringendo i denti; e seminare per il futuro, per raccogliere frutti copiosi a tempo debito.

Prendiamo esempio dai coltivatori di viti che danno vini pregiati. Un vigneto non si pianta oggi e rende fra tre mesi. 

La semina e l’impianto, in agricoltura, di coltivazioni redditizie vanno fatti per tempo. Con saggezza, pazienza e visione a lungo raggio.

Serve di sicuro un aiuto – a fondo perduto o come prestito agevolato – dallo Stato. Ma non vi può essere aiuto senza progetto di valore.

Sintetizzo in alcuni punti, per comodità, le azioni da intraprendere:

  • ascoltare il cliente, comprendendone le paure, le incertezze, i bisogni, cosa lo tiene sveglio la notte e cosa può motivarlo ad uscire al ristorante o a soggiornare in un hotel o B&B;
  • riorganizzare la propria impresa (ristorante, bar, hotel, B&B, osteria o che altro) sulla base delle esigenze del cliente e delle nuove richieste del mercato;
  • progettare il futuro della propria impresa, tenendo conto del nuovo contesto economico, psicologico, ambientale e finanziario;
  • ripensare la comunicazione e investire su di essa, alla luce delle scelte precedenti

Una “nuova comunicazione”, senza un cambio di passo imprenditoriale, non serve a nulla.

Lungi da noi consulenti dei social media, guru presunti del comunicare o progettisti di siti web – per tacere dei maghi del far denaro – che nulla portano di positivo dall’impresa.

Ripensare la propria impresa – e la sua comunicazione – vuol dire fare un progetto a lungo termine.

Ripensare impresa e comunicazione vuol dire pensare e agire con visione prospettica. Vuol dire anche stringere i denti e certo, davanti a progetti seri, battere il pugno sul tavolo per avere un aiuto dallo Stato.

La progettualità è il contrario dell’assistenzialismo para-capitalistico.

Ci sono imprese che hanno approfittato di cassa integrazione, fondi più o meno a fondo perduto, assistenzialismo per tirare a campare.

E’ accaduto anche a certi liberi professionisti fankazzisti, senza arte né parte.

Qualcuno ha pure barato, facendo lavorare gente in cassa integrazione. O lavorando di nascosto in nero.

Questi devono uscire dal mercato. Andare a casa. Non sono imprenditori. Sono ladri. E di ladri, in Italia, abbiamo fatto il pieno.

La “ricetta d’autunno” è quella del Ponte San Giorgio di Genova, città che ho nel cuore per i ricordi giovanili. E per la ricerca sul “Biondino della Spider Rossa”.

La ricetta per ristorazione e turismo è quella di Genova. E’ il “modello Genova”:

  • comprensione del contesto ambientale;
  • capacità di progettazione;
  • rispetto delle persone;
  • competenza tecnica;
  • voglia di lavorare senza mollare

Porto un esempio personale, come turista e frequentatore – anche dopo il Coronavirus – di trattorie e ristoranti.

Sto cercando un hotel per le vacanze estive, a cavallo fra agosto e settembre.

Leggo, sulle newsletter che mi arrivano, di sconti interessanti. Chi mai non vuole pagare meno?

Non danno risposta a quello che sto cercando:

  • un ambiente sicuro e pulito (igiene e precauzioni anti-Covid);
  • un contesto rilassante (stanza, sala ristorante, hall);
  • un servizio di qualità per le mie esigenze (e della mia famiglia);
  • gentilezza, ascolto e un pizzico di ottimismo

Chi meglio degli operatori del turismo e della ristorazione conosce i propri clienti?

Mia madre, nata e cresciuta in un ambiente di commercianti, aveva un suo “file mentale” per ogni cliente che andava in trattoria. Aveva a cuore il benessere di quel cliente e della sua famiglia. Aveva la passione del lavoro ben fatto.

Poi, certo, occorre un “giusto prezzo”: un equo rapporto fra servizi e costi, che remuneri l’imprenditore e paghi (il giusto) i suoi collaboratori.

È indubbio che vi sono persone e famiglie in difficoltà, che non possono spendere. Altre che non se la sentono di spendere, per l’incertezza sul futuro.

Non è con la mera scontistica che li si conquisterà. E neppure si conquisterà quella fascia di potenziali clienti che i soldi li ha, ma li tiene in banca.

C’è una fascia di popolazione che ha bisogno e voglia di vivere.

Ha voglia di socialità, di incontri, di esperienze, di dialogo: in un contesto che faccia sentire bene le persone; che allontani le paure; che sia di antidoto all’incertezza.

Nel mio caso, allo sconto del 20% o 30%, preferisco un giusto rapporto qualità-prezzo e la rassicurazione che starò bene (e al sicuro) nel posto in cui vado.

Voglio stanze insonorizzate e ben pulite. Una giusta igienizzazione dei locali comuni. Un servizio rimodulato secondo le precauzioni. Un’accoglienza serena.

Cerco un supplemento di calore che colmi con la “vicinanza sociale” e dell’ascolto il piccolo distanziamento fisico.

Cari imprenditori, ci ricorda Seth Godin nel libro Questo è il marketing, “il vostro obiettivo è il cambiamento che cercate di realizzare nel mondo. Potrebbe essere
l’obiettivo autoriferito di guadagnare denaro, ma è più probabile che sia il cambiamento che cercate di realizzare in coloro che servite“.

Perché se è vero che il turista, l’ospite cerca un’esperienza – come ci ripetono gli esperti – allora il cambiamento è al centro dell’esperienza che ciascun turista o cliente di ristorante vuole vivere. Cambiare in meglio, ovvio.

E sul prezzo, Seth Godin rimarca che “il prezzo basso è l’ultimo rifugio di un marketer che ha esaurito le idee generose”.

 

Comunicazione Strategica e Brand Journalism: Plaza Media Company

Studiare il contesto entro cui lavora un ristorante o un hotel. Una trattoria, un bar o un B&B.

Progettare l’impresa: analisi dei punti di forza e di debolezza; opportunità e minacce dall’esterno; nuovi modelli di business; riprogrammazione di costi, prezzi e organizzazione.

Rispetto dei diritti umani e civili del propri collaboratori. Basta con il nonnismo. basta con il sessismo.

Basta con lo sfruttamento delle persone. Occorre un nuovo modo di relazionarsi con i propri lavoratori, che sono il “capitale umano” centrale per ristorazione e turismo.

Formazione, aggiornamento, messa in campo delle competenze tecniche. Ristoratori e gestori di B&B o di hotel improvvisati si aggiornino, studino o cambino mestiere. Non ci sono alternative.

Prezzo che rispecchi un giusto rapporto fra qualità e costi.

Supporto al cliente per vivere quell’esperienza che si chiama “cambiamento in meglio”. Emozione della diversità e del sentirsi bene.

Chi vuole fare soldi a palate, come alcuni in passato, si trasferiscano altrove. L’aria è cambiata.

E’ giusto vi siano possibilità di successo per imprenditori di valore, sia nella ristorazione che nell’industria turistica.

C’è poi la “voglia di lavorare”: uno ce l’ha o la vedo dura che se la possa dare. Perché la voglia di lavorare in ristoranti, bar. trattorie, B&B, hotel vuol dire aver voglia di fare.

Non si può sempre e solo addebitare al contesto (“mancano i turisti”, “mancano i clienti”) la contrazione del fatturato.

Un dato è sicuro: alcuni ambiti, come gli eventi o i pasti fuori casa nei bar, che erano sovradimensionati.

Vi erano prezzi, in ristoranti e trattorie, fuori mercato. A fronte di una cucina che, nelle zone turistiche, era cara e di scarsa qualità.

Se chiudono questi locali, stiamo tutti meglio. Anche a livello di salute, perché spesso ci si dimentica che la qualità del cibo incide sul nostro ammalarci o meno.

La Comunicazione Strategica e il Brand Journalism funzionano se le condizioni precedenti sono soddisfatte.

Solo con un’imprenditoria di qualità, etica, sostenibile, possiamo far girare al meglio la macchina del Giornalismo professionale e della Comunicazione Strategica.

Per questo, con il gruppo start-up di Plaza Media Company, possiamo assicurare una strategia comunicativa a largo raggio. Possiamo farlo per l’Italia e per l’estero.

Possiamo farlo con il Giornalismo, i Social Media, i Siti Web Premium e tutte le competenze professionali in italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e tedesco.

Ma tutto questo è possibile con imprenditori e professionisti che si mettono in gioco.

Perché la sfida d’autunno, per ristoranti e turismo, possiamo vincerla. Ma solo preparandoci sul piano dell’impresa, dell’etica, dell’approccio umanistico e della comunicazione autentica.

email: cortemedia(at)virgilio.it
siti web: Brand Journalist (professional blog) – Agenzia Corte&Media
start-up: Plaza Media Company
(photo: thanks to Luca Zennaro, agenzia Ansa)

La canzone che ti consiglio, da abbinare a questo articolo, è “Autunno”, di Francesco Guccini