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Quando iniziai a fare il giornalista, a 21 anni, nel febbraio del 1978, pensavo che quello degli uffici stampa non fosse giornalismo.

Si scriveva un comunicato stampa ogni tanto. Lo si mandava a qualche giornale. Tempi pigri, comunicati brevi, solo un foglio e una macchina da scrivere.

Il fax non era neppure granché diffuso. Figurarsi.

Siamo ai tempi della posta “fuorisacco”, quando i corrispondenti dei giornali spedivano gli articoli in particolari buste gialle che arrivavano con la velocità del vento.

Oggi il giornalismo degli uffici stampa è un Giornalismo con la G maiuscola. A un patto, però: che non sia propaganda, ma ricerca, scavo, inchiesta, selezione e confezione professionale delle notizie.

Il Giornalismo degli uffici stampa è un giornalismo innanzi tutto multimediale: oltre al comunicato stampa e alle foto allegate, vi sono i video, le infografiche, la sala stampa online.

L’ufficio stampa, da una ventina d’anni in qua, è diventato una fonte importante per i giornali. E un modo accattivante di fare informazione e, grazie ai Social Media, anche comunicazione.

Resta, però, la regola di un tempo: l’addetto stampa non è il portavoce o il propagandista del potente (o potentucolo) di turno.

Quello è giornalismo d’accatto.

L’addetto stampa è tenuto ad acquisire l’autorevolezza e la qualità informativa di un’agenzia di stampa, come l’Ansa.

Solo se il Giornalismo degli uffici stampa diventa un giornalismo a livello di agenzia possiamo avere credibilità, come addetti stampa.

L’uso dei social media, poi, va fatto in modo coerente con quanto si fa attraverso i comunicati stampa multimediali: etica, qualità informativa, autorevolezza della fonte che si rappresenta. Sono queste tre importanti caratteristiche dell’ufficio stampa.

Non è un lavoro facile, il lavoro in un ufficio stampa. C’è sempre qualche dirigente dell’organizzazione per cui si lavora che crede di poter fare il mestiere di addetto stampa.

C’è sempre qualche sfigato – uno di quelli che non è riuscito a fare il giornalista perché non ne aveva le palle – che vorrebbe farci le scarpe.

Poi capita la “vertigine del Potere” in qualche presidente dell’organizzazione che vorrebbe da un ufficio stampa di decidere persino i titoli dei giornali su cui escono i comunicati.

Della comunicazione di qualità al servizio delle imprese parlo in un articolo sul blog Brad Journalist, dedicato al giornalismo d’impresa.

Pur fra tante difficoltà, fare ufficio stampa dà soddisfazione. E la dà quando si ha la coscienza di aver contribuito, pur come fonte di parte, a migliorare il livello della conoscenza, dell’informazione e del dibattito fra la pubblica opinione.

Maurizio Corte
@cortemf
(photo by Brad Neather, Unsplash)